LA SARDEGNA NURAGICA ERA IL CENTRO COMMERCIALE DEL MEDITERRANEO: NUOVE RICERCHE ARCHEOLOGICHE INTERNAZIONALI RIVELANO IL RUOLO DELL’ISOLA NELL’ETA’ DEL BRONZO

Basato sull’articolo di David Keys, corrispondente archeologico per l’Independent

La storia del Mediterraneo antico deve essere riscritta. La Sardegna, non la Grecia o la Fenicia, potrebbe essere stata la prima vera potenza marittima e commerciale del Mare Nostrum. È quanto emerge da una serie di ricerche condotte da archeologi di cinque paesi europei, i cui risultati sono stati recentemente condivisi da un team di otto università, tra cui Durham, Göteborg, Aarhus, Cagliari, Sassari, Freiburg, Bochum e il Centro di Archeometria Curt Engelhorn di Mannheim.

“L’importanza della Sardegna dell’età del Bronzo nella preistoria europea e mediterranea ha iniziato a essere adeguatamente apprezzata dagli archeologi solo negli ultimi anni,” spiega la dott.ssa Serena Sabatini, professoressa associata di Archeologia all’Università di Göteborg, citata nel rapporto della ricerca.

Da St. Michael’s Mount a Gerusalemme

Le indagini hanno portato alla luce prove di un’ampia rete commerciale che, circa 3.300 anni fa, collegava la Britannia, la Scandinavia, la Spagna e il Portogallo con i territori che oggi corrispondono a Turchia, Siria, Israele, Cipro e Creta.

Lo studio di un relitto al largo del Devon ha rivelato che navi dell’età del Bronzo trasportavano lingotti di stagno dalla Cornovaglia insieme a manufatti provenienti dalla Sardegna o dalla Spagna. Il Canale della Manica fungeva da “autostrada preistorica” per questi scambi commerciali.

A St. Michael’s Mount, vicino a Penzance, gli scavi hanno identificato un insediamento dell’età del Bronzo che probabilmente fungeva da porto terminale di questa rotta marittima.

I nuraghi: monumenti di un’epoca d’oro

La prosperità generata da questi commerci trasformò la Sardegna in una potenza economica. Sull’isola furono costruiti almeno 10.000 edifici monumentali in pietra – i nuraghi – alcuni dei quali raggiungevano i 30 metri d’altezza.

Questi complessi architettonici, di cui circa 7.000 sopravvivono ancora oggi, si svilupparono in vere e proprie fortezze, alcune delle quali coprivano fino a 3.000 metri quadrati, con perimetri murari che raggiungevano i 400 metri di lunghezza, rinforzati da fino a 20 torri.

All’interno, i costruttori nuragici realizzarono corridoi a falsa volta, merli sporgenti, sistemi di raccolta dell’acqua e grandiose sale con soffitti a cupola alti fino a 12 metri – innovazioni architettoniche senza precedenti nell’Europa dell’epoca.

Marinai, mercanti e guerrieri

Secondo le ricerche citate nel rapporto, la vocazione marittima dei sardi nuragici è testimoniata dal ritrovamento di 160 modellini di navi in bronzo e numerosi in ceramica – la più grande collezione di rappresentazioni navali dell’età del Bronzo.

Il documento fa riferimento a fonti che suggeriscono attacchi di pirati sardi contro l’Egitto e l’attuale Israele, e riporta che almeno un faraone egiziano avrebbe reclutato guerrieri sardi nella sua guardia personale.

Gli archeologi hanno inoltre rinvenuto ceramica nuragica, soprattutto vasellame da mensa, in siti di Sicilia, Creta e Cipro, suggerendo probabili colonie commerciali in queste isole.

Innovazioni agricole e culturali

Le analisi archeobotaniche condotte presso l’Università di Cagliari, citate nella ricerca, hanno rivelato che i sardi nuragici furono i primi nel Mediterraneo occidentale a coltivare meloni, in precedenza limitati alle regioni orientali.

Il rapporto documenta anche come i nuragici addomesticarono le viti selvatiche locali anziché importare varietà dal Vicino Oriente, e svilupparono una tecnica di produzione del formaggio utilizzando gli enzimi degli stomaci di giovani capretti – il metodo più antico d’Europa ancora in uso, esclusivamente in Sardegna.

Un enigma nelle Orcadi

Uno degli indizi più suggestivi presentati dalla ricerca riguarda una tomba rupestre nell’isola di Hoy, nelle Orcadi scozzesi. Si tratta dell’unica del suo genere mai trovata in Gran Bretagna, e secondo gli studiosi trova paralleli architettonici solo in Sardegna.

Un passato da riscoprire

I risultati di queste indagini archeologiche e scientifiche ci costringono a riconsiderare la narrativa tradizionale sulla preistoria mediterranea, rivelando un mondo interconnesso in cui la Sardegna nuragica giocava un ruolo centrale come hub commerciale tra l’Europa atlantica e il Vicino Oriente.

Mentre gli scavi e le analisi continuano, emerge il ritratto di una civiltà sofisticata che, più di tre millenni fa, aveva già stabilito una rete di scambi che abbracciava l’intero mondo conosciuto.

Fonte: Articolo originale di David Keys, corrispondente archeologico per l’Independent The Independent

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3 commenti

  1. Valentino Cocco

    Queste ricerche contribuiscono non solo alla ridefinizione delle dinamiche storiche mediterranee, ma rappresentano anche un volano simbolico e strutturale per lo sviluppo del turismo culturale in Sardegna — in particolare del segmento archeologico — che ancora oggi fatica a tradurre il proprio immenso capitale culturale in una progettualità sistemica e in quel riconoscimento internazionale capace di garantire alla nostra comunità una più solida e serena sostenibilità economica. ☺️

  2. Alessandra Guigoni

    Bisogna che legga l’originale perché questa frase è concettualmente sbagliata: ” e svilupparono una tecnica di produzione del formaggio utilizzando gli enzimi degli stomaci di giovani capretti – il metodo più antico d’Europa ancora in uso, esclusivamente in Sardegna”. Certamente dall’abomaso di agnelli o capretti o vitelli si ricava il caglio per caseificare, ed è vero che ‘su callu’ è un PAT solo sardo, ma tutti i formaggi europei tradizionalmente si ricavano con il caglio animale (i cagli vegetali sono documentati ma non parliamone qui). Forse era questo che intendevano? Comunque tutti i formaggi DOP sono fatti con gli enzimi ricavati dall’abomaso dei lattanti di ovini e bovini. Si può leggere l’articolo in inglese? 🙂

  3. Valentino Cocco

    Alessandra Guigoni buongiorno. 😃 Riporto il pezzo in inglese originale e condivido l’articolo completo. “Nuragic or pre-Nuragic Sardinians also invented their own form of cheese-making (manufactured in the stomachs of freshly slaughtered young goats, and utilising the animal’s enzymes to ferment it) – and that prehistoric originating type of cheese is still produced on the island today (the only place in Europe where such an early cheese-making tradition still survives).”

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