
di LUCIA BECCHERE
Le opere di Angelo Bozzola (1921-2010) esposte per la prima volta in Sardegna in una mostra al MacLula, potranno essere ammirate dai visitatori che desiderano conoscere la storia personale e antologica dello scultore di Galliate (NO). Questa scelta trova ragione anche in molti elementi comuni all’esperienza storica della nostra isola, vedi i lavori della Fiber Art (corrente artistica che utilizza tessuti, filati e fibre naturali per realizzare creazioni artistiche), i lavori col granito e altri materiali ferrosi.
Angelo Bozzola è un artista innovativo che grazie alle originali intuizioni e alla tecnica personale è approdato alla conquista di una “forma” originale dell’arte: la superfice trapezio-ovoidale che si traduce in un modulo costruttivo perfetto, essenziale e primordiale, un archetipo che in seguito avrebbe dato origine a qualsiasi ulteriore creazione artistica, pittorica e plastica. Modulo che negli ultimi anni, grazie anche al rigore della sua ricerca, declinerà in varie forme artistiche per catturare le infinite armonie fra la forma e il contesto che l’accoglie, fra lo spazio e il tempo ovvero fra il finito e l’infinito.
Angelo Bozzola, nato da una famiglia di origine contadina, proiettato verso l’arte e il disegno industriale, terminato il corso per mobilieri e decoratori, nel 1947 ha fondato un mobilificio. Ha fatto parte del Movimento Mac, ha lavorato con Michel Tapié critico francese e all’Internazionale Centro di Ricerca Estetica di Torino. “Nei primi anni 50 – ha detto la nipote Giorgia Bozzola architetto -, mio nonno aveva aperto una falegnameria e allo stesso tempo si realizzava anche come artista, poi anche mio padre Lino è entrato a lavorare nel laboratorio progettando e creando mobili su misura con molto estro, mentre io ho fatto architettura, diciamo che in famiglia siamo molto fantasiosi ma il vero artista rimane solo lui, mio nonno. Angelo Bozzola – prosegue -, è stato un nome importante, un gran lavoratore che amava tanto la natura, con una marcia in più rispetto agli altri perché molto innovativo e all’avanguardia in tutti i sensi malgrado vivesse in un paese”.

Quanto le manca suo nonno?
“Tanto, però lui è sempre con noi. Anche questo incontro con i fondatori del MacLula, Domenico Fumagalli e Mariolina Mannia, non è avvenuto a caso, è stato lui a farci incontrare. Cosa un po’ complicata da raccontare ma è proprio una fatalità che non può essere definita tale, sono certa che ci guida nel nostro percorso. Negli anni ottanta e novanta Bozzola ha partecipato a numerose mostre collettive: Milano, Legnano, Torino per citarne solo alcune e noi continueremo a lavorare per far conoscere e onorare il suo nome. Ora speriamo di incuriosire anche il pubblico sardo, questo il nostro obiettivo. Ringraziamo i padroni di casa per aver creato il MacLula, un vero gioiello in un paesino cosi sperduto nell’entroterra della Sardegna che è Lula e per averci dato questa opportunità”.
Che cosa l’attrae dell’opera di suo nonno?
“La capacità di saper rendere sempre attuale l’arte, le sue opere di 70 anni fa sembrano realizzate oggi. Non so quale artista saprebbe modulare una sua creatura e farla vivere oltre il tempo come ha fatto lui, in un certo senso è stato un vero precursore dell’arte per averla saputa proiettare nel futuro”.
La Fondazione Angelo Bozzola consede a Galliate, nata nel 1997per volere dell’artista, ospita circa 2000 opere realizzate dal grande scultore, attualmente questa istituzione sta allestendo mostre e preparando il catalogo ragionato generale a cura del prof. Francesco Tedeschi di Milano, comprensivo di tutta la sua produzione.
Nel novembre 2024 Angelo Bozzola verrà insignito post mortem del Premio alla carriera da parte del comune di Novara.