CAGLIARI – LAZIO 1-3: I ROSSOBLU, LA “COPERTA TROPPO CORTA” ED IL “PULCINO BAGNATO”

La riflessione che l’ennesima sconfitta subita dal Cagliari porta seco,  questa volta per mano della Lazio, è una. La coperta “è troppo corta”. Perché, purtroppo, mancano gli interpreti più adatti ad adeguarsi alla Serie A ed al gioco di Ranieri. Purtroppo la sconfitta non si discute . Il Cagliari è ripiombato in una situazione di classifica molto critica. Siamo alla quinta “debacle” consecutiva, 48 reti subite, 22 fatte,  18 punti. E penultimo posto. Ma, stranamente, con la salvezza ancora ad un “tiro di schioppo”. È,  indubbiamente, il peggior momento della squadra. E qua veniamo alla “coperta corta”. La rosa della squadra, fatte le eccezioni di Scuffet e del neoacquisto Gaetano (autore, peraltro, di una bellissima rete), è, di fatto, ancora quella della B. La partita, sostanzialmente, è stata diversa rispetto a quella giocata domenica scorsa all’ Olimpico con la Roma. Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-1 per la Lazio, causa un infortunio di Deiola al 26′, la “scintilla” è scattata subito nella seconda frazione di gioco. Il Cagliari ha avuto immediatamente un’ occasione con Nandez,  poi, al 49′ il raddoppio biancoceleste con Immobile. Uno,  che con il Cagliari,  non manca mai di timbrare il cartellino. Purtroppo. La reazione al secondo passivo è avvenuta immediatamente.  Al 51′,  con uno splendido tiro a giro di Gaetano. Per qualche tempo diventa un’ altra gara con i rossoblù alla ricerca del pari. Grazie anche agli innesti, nella ripresa, di Luvumbo, Pavoletti e Dossena. Fino al 66′ quando , per i biancocelesti, arriva il 3-1 di un altro che,  contro il Cagliari, “non manca mai”,  Felipe Anderson.  Il finale, poi, è stato di un nervosismo unico. Che, ovviamente, non ha reso al Cagliari. E veniamo alla spiegazione della “coperta troppo corta” . Nel primo tempo la squadra rossoblù ha giocato per difendere e la rete, inesorabile, è arrivata. Nel secondo tempo il Cagliari ha osato di più ed è subito arrivata la bellissima realizzazione dello “scugnizzo” Gaetano. Si è cercato di attaccare e la Lazio ha triplicato. Nel finale il nervosismo imperversante non ha fatto altro che acuire il divario tecnico fra le due compagini. Facendo apparire il Cagliari sempre più come un “pulcino bagnato”,  sempre più timoroso,  pauroso ed insicuro . E l’interpretazione sul campo si traduce negli attori. Con la constatazione, nuda e cruda, che una parte dei calciatori rossoblù non siano da Serie A. E Ranieri non è stato aiutato neppure nella lettura della partita. Se nel primo tempo aveva tenuto fuori Dossena e Luvumbo solo per cercare di “rispondere” all’ “attacco mobile” della Lazio, l’esito è stato disastroso. Soprattutto giocando con tre centrali e quattro centrocampisti. Scelta che ha subito reso la “coperta corta”. Nella prima frazione di gioco si è reso chiaro ed evidente il “restringimento” del campo che ha causato al Cagliari notevoli problemi per gestire gli attacchi della Lazio. Proprio perché era venuto a mancare un playmaker. Scelta solo in parte “corretta” e “rimediata” nel secondo tempo. Ma era, ormai, già troppo tardi.

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