NAPOLI – CAGLIARI: NON UNA PARTITA COME LE ALTRE. “LA STAGIONE DELLE PRIME”, IL SEGNO DI “TOTONNO” IULIANO, IL PARTENOPEO ATIPICO ED IL “TERZO TEMPO” DI PAVOLETTI “IL VOLONTARIO”

tifosi del Cagliari allo stadio di Napoli nel 1997

Che Napoli – Cagliari non sia una partita come le altre lo si capisce da tante cose. Innanzitutto dalla storia e dagli antecedenti, anche indiretti. In “campo”, innanzitutto, quattro scudetti sul tavolo. In 44 scontri solo al San Paolo, dal lontano 1963-64. Quasi sessant’anni anni fa. Una vita fa. Il Cagliari, proprio in quella stagione, si apprestava a “convolare” in Serie A per la prima volta. Dopo averla “accarezzata” nel 1954-55 a seguito dello sfortunato spareggio con la Pro Patria. Reduce da un buon nono posto in classifica nella stagione precedente, la squadra, affidata “alle cure di Arturo Silvestri, con in rosa un giovanissimo Luigi Riva da Leggiuno, si posizionerà al secondo posto dietro un sorprendente Varese e davanti ad un sorprendentissimo Foggia (allora “Foggia & Incedit”). Quella fu la cosiddetta “stagione delle prime”. Varese, Cagliari e Foggia, appunto, che raggiungevano la Serie A per la prima volta nella loro storia. E da cui, soprattutto con i rossoneri pugliesi, scaturiranno importanti e significativi gemellaggi. Quel Cagliari, aveva già dentro “i semi” di quello che sarebbe diventato lo squadrone dello scudetto. Ossia Martiradonna, Greatti e Riva. Senza dimenticare il capitano Mario Tiddia. Dal canto suo il Napoli, “fresco” retrocesso dalla massima serie, affidato alle “cure” prima di Roberto Lerici e poi di Giovanni Molino. Non proprio una stagione esaltante quella dei partenopei, posizionatisi all’ ottavo posto e costretti ad un altro anno di purgatorio di cadetteria. È in quella rosa, pertanto, che al cospetto di giocatori “navigati” come il “bomber” Glauco Gilardino, inizieranno ad affermarsi i calciatori locali come Vincenzo Montefusco ed Antonio Iuliano,

Questo anche per una scelta apposita societaria di “contenimento finanziario” volto a valorizzare i giovani del vivaio locale. Scelta di cui, poi non se ne pentiranno, visto che Montefusco e Iuliano saranno le “bandiere della riscossa”. Risalita che, però, a differenza del Cagliari, non porterà allo storico scudetto del Settanta, ad un secondo e ad un quarto posto del 1968-69 e del 1971-72. Ma a due secondi posti nel 1967-68 e nel 1974-75 e la Coppa Italia del 1975- 76. Con Antonio Iuliano assoluto protagonista. “Totonno” Iuliano. Non proprio uno qualunque. Un “napoletano atipico” che, come dirà Dino Zoff, “giocava un calcio concreto senza dare spazio alla teatralità”. Tipo tosto, Iuliano, con temperamento da condottiero. Con ben 15 stagioni in maglia azzurra e quasi 400 presenze. In quella partita, la “prima” di una lunga storia recente fra Napoli e Cagliari, non “inciderà” il giovane “Totonno”. Le reti partenopee di quel freddo 23 febbraio 1964 saranno di Gilardoni al 59′ e Bolzoni al 79′ che “ribalteranno” la marcatura isolana di Greatti realizzata al 56′. Da allora ben altri 43 match esterni per il Cagliari al San Paolo con più dolori che gioie. Solo cinque vittorie esterne (1969-70, 1990-91,1993-94, 2007-08 e 2019-20) con 32 reti fatte a fronte delle 72 subite. Per “chiudere il cerchio”, simile anche nel risultato, con il match di sabato 16 dicembre 2023. Ennesima sconfitta esterna del Cagliari, maturata questa volta contro una squadra di fenomeni. Con episodio decisivo l’uscita di Nandez, dopo quasi un’ora di buon “arginamento” delle sfolate offensive napoletane. Uscito l’uruguagio sulla sua fascia di competenza, sostituito da Ranieri con Zappa, il Napoli ha trovato la “chiave giusta” per scardinare la quasi perfetta impalcatura difensiva messa su dal tecnico romano. Con i suoi due “soliti”: prima Osimhen al 69′ e poi Kvaratskhelia al 75′. Nel “mezzo” la “zampata” dell’altrettanto “solito” Pavoletti. Pareggio temporaneo, importante, guadagnato con cuore e coraggio grazie all’ assist del subentrante Luvumbo. La partita ha dimostrato, comunque, che il Cagliari, “oliato” a sua somiglianza da Ranieri, c’è, è vivo. E non muore mai. Proprio come vuole il suo allenatore. E vive anche nel “terzo tempo”, il tempo del suo capitano Pavoletti. Che, “messe le scarpette da parte”, dopo le partite e gli allenamenti, corre a dare una mano alla Fondazione “Domus De Luna ” per i bambini in difficoltà. E lui, Leonardo lo fa da par suo con queste frasi che toccano il cuore, quasi come una sua rete segnata al 95′ o al 99′ nella “sua” zona, la “zona Pavoletti”: “Aiutare il prossimo è sempre una cosa importante ma soprattutto, qui, a “Domus De Luna” , viene fatto con il sorriso. C’è sempre bisogno di mani in più e c’è sempre bisogno di aiutare il prossimo”. Non ha segnato la rete del pareggio. Ma è come se l’avesse fatto, “assistito”, questa volta, dall’ alto, da un’incursione straordinaria di “Totonno” Iuliano, il “napoletano atipico”, venuto a mancare proprio sabato 16 Dicembre 2023. Un vuoto ancora per il calcio italiano. 

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Un commento

  1. Però il Cagliari è sempre una squadra che si sa fare apprezzare. Hanno giocato bene comune.

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