
di CRISTOFORO PUDDU
Il percorso delle opere di Pietro Costa, esposte nella location del Monte Granatico di Orosei dal 3 al 19 luglio, ha trovato l’appropriato spazio espositivo per evidenziare i segni della sua creatività di sentimenti e idee in “metamorfosi”; rappresentative figure dalle modificazioni funzionali-strutturali causate da elementi della natura e dalla nequizia umana.
L’artista nuorese plasma e trasforma la materia, che attualizza in maliose e conturbanti opere; trasfigura creature/immagini e crea installazioni che “feriscono” ed incarnano inquietudini profonde, suscitando attenzione e riflessioni per l’inequivocabile loro crudezza dura e provocatoria.
Le opere rimandano ad un immaginario arcaico ed ancestrale, a reperti vissuti e sofferti da esistenze e condizioni del genere umano; gli allestimenti scultorei e pittorici, di grande potenzialità espressiva, animano lo scenario di un tempo indefinito ed incombente.
Le opere hanno l’energia del silenzio e la vitalità delle forme che efficacemente, quasi con sacralità, narrano le dualità delle esistenze; significativa l’opera Guerra/Pace (raku, terra refrattaria bianca), segnata dall’impulso devastante e dallo spirito che mira alla speranza e al risveglio dell’essenza di umanità.

Ad Orosei, l’artista Pietro Costa, propone ai visitatori un’ampia selezione di opere: suggestivi quadri realizzati in tela di juta, bozzetti in terra cotta, opere plastiche e sculture strutturate su ferro; tutti lavori realizzati nella sua casa studio in via della Pietà a Santu Predu, rione storico di Nuoro.
La mostra del Costa si presta a molteplici percorsi e chiavi di lettura che affondano radice nella personale identità di sardo e di artista, incentrata “nel suo passato di ricerca architettonica” e sulla passione ed attenzione per l’informale; per il cubismo antropomorfo, orientato ad un figurativismo equilibrato nelle forme “geometrizzanti”. La materia e il colore dominano e attingono alla natura e al vivere: un mondo ed universo creativo si percepisce impregnato di sentimenti contrastanti e da forti emotività e tensioni che evidenziano le condizioni esistenziali e umane di brutale sofferenza.
Le installazioni, curate nei minimi particolari espositivi dall’artista, si caratterizzano anche per i folgoranti dipinti, ad olio su tela, che sintetizzano gli “Incontri” e i rapporti di coppia; e ancora i “Sospesi”, serie di quadri dal “Tempo sospeso” che riportano alle limitazioni vissute collettivamente, con lo sconvolgimento di rapporti e affettività, a causa del Covid-19. Degno di particolare nota il trittico “Sinnos”, omaggio all’antropologo e scrittore Michelangelo Pira (Bitti 26 marzo 1928 – Quartu Sant’Elena 5 giugno 1980), ispirato appunto al romanzo “Sinnos” in limbazu bittese e centrato in particolare sulla potenzialità espressiva ed identitaria del brano “Su mundu tres”.
Pietro Costa, nato a Nuoro nel 1949 e diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Sassari nel 1969, ha insegnato discipline pittoriche presso l’Istituto Statale d’Arte di Nuoro. Esordisce con una personale nel 1975 e da allora segue un’intensa attività espositiva; collezione consensi di grande critica e sviluppa un caratterizzante percorso in tematiche e idealità sociali, legate all’espressione pittorica e al versante plastico. Tante sue opere di scultura sono inserite nel tessuto urbano della Città di Nuoro.