I RAGAZZI DEL NURAGHE DI MARIA ANTONIETTA MULA, NARRAZIONE RETICOLARE DI UNA PROFESSORESSA

Maria Antonietta Mula

di CRISTOFORO PUDDU

Maria Antonietta Mula, autrice della particolare ed originale opera narrativa I ragazzi del Nuraghe (Tipografia La Bittese sas Bitti e immagine di copertina di Mario Adolfi), ripercorre la sua personalissima esperienza d’insegnamento all’Istituto Alessandro Volta di Nuoro. Nella popolarmente conosciuta scuola di Su Nuraghe, del quartiere cittadino periferico di Tanca Manna, vi insegna per oltre trent’anni con il suo ricco bagaglio di studi e la laurea in Ingegneria Civile Strutturale, conseguita presso l’Università degli Studi di Cagliari, ma soprattutto con umanità, sensibilità geniale e cuore verso i suoi studenti. Significativa anche la dedica del libro, della docente di matematica con interessi letterari, che dà segnale del forte legame sviluppato negli anni di appassionante e malioso insegnamento: “Ai miei alunni, di ieri e di oggi – Ai ragazzi del Nuraghe ”.

il sottotitolo del romanzo-diario, così come lo ha definito la stessa autrice, è una “narrazione reticolare” a significare il continuativo e dialogante confronto a tre voci incentrato fra Nur (il nuraghe di identità e storia resistenziale) e l’istituto di istruzione secondaria con i suoi studenti e insegnanti; la reticolarità riporta a strutture, a forme, a nervature, a travature e a fibre che danno vita  alla connessione per formare una rete tridimensionale di confronto e di dialogo. Il concetto “reticolare” non  estraneo all’autrice, ma pienamente “vissuto” per la professionalità e competenze di ingegneria strutturale, in una narrazione che intercorre e cementa un rapporto e legame tra il Nuraghe di Tanca Manna e l’ambiente umano circostante; una testimonianza di vita, di saggezze e di considerazioni esistenziali su sviluppo, evoluzione sociale/didattica e sullo scorrere del tempo con i suoi ciclici aggiornamenti e mutazioni, attraverso la lettura di un percorso di memorie.

Il libro, maturato e sviluppato in un trentennio di docenza e “missione” di consapevole impegno, è scritto in simbiosi con la “collaborativa” attività degli studenti e la presenza di Nur, testimone e  saggezza ultra millenaria ad “una distanza di appena duecento metri” dall’Istituto, con cui la professoressa protagonista ha stipulato un suggestivo e stimolante accordo formativo e narrativo. Affiorano le vite ed esperienze personali degli studenti e le metodologie moderne di insegnamento (la malia culturale della tecnica poetica per far apprezzare in modo “leggero” e ludico la matematica); un insegnamento talvolta intelligentemente personalizzato, capace di guardare oltre per cogliere e realizzare una scuola creatrice di condizioni e prospettive di futuro, dove il ruolo caratterizzante della figura adulta della professoressa è di riferimento per i suoi studenti che “osserva e ascolta” in una istituzione scolastica “nata per accogliere, supportare, istruire”. Le memorie narrative, un puntuale diario sull’essenzialità di umanità e anima di adolescenti, che la professoressa stimola, sorprende e meraviglia attraverso gli orizzonti della vita e dello studio, rivelando in modo nuovo il mistero delle conoscenze matematiche con metodo e “atmosfere magiche” dal valore educativo. Tante storie che testimoniano le vite degli studenti e l’assoluto amore dell’autrice per l’insegnamento.

Il saggio-romanzo di Maria Antonietta Mula, di grande leggibilità e personalità, si presta a diverse chiavi di lettura ed interpretazioni (sociali, pedagogiche..etc.), ma la riflessione immediata corre verso l’attualità e soprattutto all’abbandono scolastico, che caratterizza gli ultimi anni in modo preoccupante a livello nazionale, e la Sardegna tra le regioni da allarme rosso. E appunto la narrazione della professoressa ci fa pensare a perseguire il progetto di una scuola più inclusiva, ha valutare e comprendere che gli abbandoni possono essere determinati da condizioni diverse e generati da ambienti culturalmente, socialmente ed economicamente svantaggiati; ma anche dal rapporto “non facile” e di approccio che lo studente ha con programmi e sistemi formativi ed educativi offerti dalla istituzione scuola.

Un libro di vita vissuta intensamente e di differenti storie personali che travalicano Su Nuraghe e sorprendentemente gettano nuova luce su tante altre esistenze e situazioni familiari e sociali. L’autrice, attraverso le memorie ed il sostegno di riflessioni personali, è co-protagonista delle vicende che racconta con partecipazione, stile incisivo ed efficacia illuminante. Una lettura emozionante, dialogante, ricca di speranza per una scuola che può essere e deve essere artefice di evidenti e costruttivi “reticolari” segni di futuro.

Attualmente Maria Antonietta Mula, nata a Orune, vive e lavora a Nuoro dove esercita la libera professione e coltiva la passione letteraria sia per la prosa che per la poesia, con apprezzati componimenti bilingue; ha pubblicato con la Aletti Editore una silloge nell’opera Zefiro e il volume di poesie Il crivello.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Maria Antonietta Mula

    Ritornare da una rappresentazione teatrale, bella e coinvolgente, e trovare una siffatta recensione del mio libro non ha prezzo!
    Grazie a Cristoforo Puddu 🌹e grazie TOTTUS IN PARI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *