
Anche la Fasi si schiera ancora una volta “per non dimenticare”. La Federazione delle associazioni sarde in Italia collabora infatti con l’Associazione Pane & Cioccolata per ricordare anche quest’anno la Giornata della Memoria, istituita dall’Assemblea dell’Onu il primo novembre 2005 per commemorare le vittime dell’Olocausto. Per l’occasione verrà proposto lo spettacolo “Storia di un uomo magro” dell’attore-regista Paolo Floris. Sono ben 19 le rappresentazioni che faranno tappa in cinque regioni italiane (Sardegna, Lazio, Toscana, Veneto e Lombardia). Il calendario completo è stato presentato a Nuoro nel corso di una conferenza stampa organizzata nelle sale dell’Hotel Sandalia (presente tra gli altri il presidente della FASI, Bastianino Mossa).
Lo spettacolo – proposto negli anni in Italia e all’estero – ha il sostegno della Fondazione di Sardegna e di 14 amministrazioni comunali. Oltre agli abitanti delle diverse località, saranno coinvolti quasi 5.000 studenti tra scuole medie e superiori nei Comuni di Castelfiorentino, Castelverde, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Ittiri, Monserrato, Montaione, Montelupo Fiorentino, Vinci, Neoneli, Orgosolo, Ossi, Padova, Pavia, Pula, Samatzai, Tempio Pausania. All’iniziativa hanno collaborato l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), l’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), la Fasi (Federazione delle associazioni sarde in Italia), appunto, molte scuole, e numerose associazioni culturali.
«Abbiamo già avuto e accettato richieste per l’edizione del 2024 e ciò dimostra – ha detto Floris – l’attenzione per le vicende tragiche del secondo conflitto mondiale in un momento che rivede l’esplodere di guerre e sopraffazioni nel mondo. Sapere e ricordare è un dovere civico, per questo abbiamo continuato a rivolgere molta attenzione alla scuola in collaborazione con tante amministrazioni comunali».
La vicenda narrata. Storia di un uomo magro racconta le vicende di uno dei tanti uomini protagonisti della seconda guerra mondiale. Vittorio Palmas, di Perdasdefogu, morto tre anni fa poco prima di compiere 106 anni, è stato per un periodo nel campo di concentramento di Bergen Belsen, lo stesso di Anna Frank. Gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari ma, spesso, anche i prigionieri politici, venivano pesati ogni settimana. E chi pesava meno di 35 chili veniva ucciso. Una mattina del 1944 Palmas sale sulla bilancia, il peso è 37. E Vittorio racconterà: «Sono vivo per due chili». Tratto dal libro di Giacomo Mameli “La ghianda è una ciliegia” (2006), lo spettacolo di Floris, nato dall’incontro con Ascanio Celestini e l’autore del libro, riporta alla luce i ricordi di Vittorio. Con una narrazione leggera, che non risparmia gli orrori del nazifascismo, la vita del soldato sardo prigioniero Imi (Internati militari italiani) diventa sul palco, con la tecnica del teatro di narrazione, il simbolo di tanti uomini comuni che la violenza della guerra ha trasformato in eroi.
Tenore “Murales” di Orgosolo .”Cantigu de soldadu mortu” (“Canto per un soldato ucciso”) è il titolo di un sonetto scritto da Mario Pinna, poeta sardo che insegnava Letteratura italiana e comparata nelle università di Madrid e Padova. La poesia piacque a Piero Calamandrei che la pubblicò sul numero 9-10 della rivista Il Ponte del 1951 interamente dedicato alla Sardegna. Prima del monologo di Floris, l’ultima strofa di quel sonetto (nel teatro di Orgosolo) verrà cantato dal coro a tenore “Murales” di Orgosolo.
Paolo Floris. Paulilatino 1985, attore, autore, regista. È cresciuto artisticamente con Giancarlo Sammartano e Ascanio Celestini. Lavora per la compagnia romana Fondamenta Teatro e Teatri con cui si occupa di teatro greco e latino. Interessato all’arte affabulatoria, racconta la storia dell’Italia partendo dalla ricerca antropologica sul campo. Tra gli altri suoi spettacoli teatrali: “Gramsci spiegato a mia figlia”. L’ultimo lavoro “Tema”, rievoca le vicende della prima guerra mondiale tra gli altipiani del Carso e di Asiago.
“La ghianda è una ciliegia” (Cuec, 2006, Il Maestrale 2021) «Il romanzo (vincitore del Premio Orsello per le letteratura nel 2007, presidente della giuria Sergio Zavoli) dà voce ai senza-parola, ai “vecchi ragazzi” della seconda guerra mondiale, la maggior parte dei quali analfabeti, protagonisti di un’epopea tra le più tragiche della nostra storia contemporanea» (Remo Bodei)
Giacomo Mameli. Perdasdefogu 1941, giornalista, scrittore. Laureato in Sociologia, alla Scuola superiore di giornalismo di Urbino, ha discusso la tesi con Paolo Fabbri e Carlo Bo (“Quattro paesi, un’isola”). Collabora con La Nuova Sardegna e televisioni nazionali ed estere.