CHIUSURA DEL REPARTO DI NEUROLOGIA AD OZIERI. LE PROPOSTE PER EVITARLA

di MARIA VITTORIA DETTOTO

Il 31 ottobre il reparto di Neurologia di Ozieri chiuderà. O almeno così pare. I pazienti verranno dal primo novembre trasferiti a Sassari nei casi di urgenza per i quali è necessaria la degenza ospedaliera, gli altri seguiti a livello ambulatoriale presso il Segni.

Ci si domanda come questo sia possibile e se qualcuno, in primis i rappresentanti istituzionali del sassarese, non debbano assumersene le responsabilità dal momento che il reparto di Neurologia del Segni era stato riaperto appena il 19 settembre dopo tre mesi di chiusura, a seguito dell’arrivo di due nuovi neurologi. 

Oggi ci si trova nuovamente a punto e a capo, visto che due dei quattro medici operanti nel reparto vorrebbero trasferirsi a Sassari, dal momento che questo permetterebbe loro di risparmiare tempi e costi di trasporto da e per Ozieri.

Tutti siamo consci dell’aumento del carburante che ha avuto un’impennata negli ultimi mesi e del fatto che poter avere il posto di lavoro più vicino a casa, rappresenta un privilegio per chiunque.

Perché allora non deliberare attraverso leggi regionali, dei rimborsi economici nei confronti dei medici che vengono al Segni da fuori o incentivi economici per chi decide di lavorare presso il nosocomio, come avviene in altre città italiane quali Trento e Bolzano ad esempio?

Questo è uno strumento che garantirebbe probabilmente a breve termine la copertura dei posti vacanti.

A medio lungo-termine serve certamente una programmazione nelle assunzioni dei posti di lavoro, l’apertura ai specializzandi delle Facoltà di Medicina e l’abolizione del numero chiuso.

I benefici di questi strumenti risulta evidente a medio-lungo termine e comunque non prima dei prossimi tre anni

Nel frattempo, un altro strumento attuabile per quanto certamente impopolare specie tra gli stessi medici, potrebbe essere la disincentivazione della sanità privata e dell’abitudine di lavorare più in privato che nel pubblico, perché il privato come tutti sappiamo, garantisce entrate economiche più allettanti ed immediate.

Quello che preme sottolineare è che ogni volta che in un comune come quello di Ozieri nel quale confluiscono peraltro i cittadini del Marghine, Logudoro, Goceano e Meilogu e di conseguenza migliaia di persone, viene chiuso un reparto ospedaliero, le ricadute negative ricadono su tutta la popolazione, non solo sui pazienti di quel reparto. 

In Neurologia vengono ricoverati pazienti che soffrono di tante patologie: dal mal di testa a disturbi del linguaggio; dagli ictus a malattie neurodegenerative come Alzheimer o SLA, solo per citarne alcuni.

Malattie che possono colpire noi o un nostro congiunto o amico. 

Avere la possibilità di usufruire di un servizio ospedaliero in loco piuttosto che doversi recare nel capoluogo di provincia sassarese, garantirebbe aspetti positivi per tutti: sia per i pazienti che per i familiari. 

Il diritto alla salute dovrebbe essere preminente su tante altre priorità che invece pare prendano il sopravvento nell’agenda del legislatore a tutti i livelli.

Un vero peccato perché la salute, fisica e mentale, rappresenta il primo passo per condurre una vita normale e serena.

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