
di CARMEN SALIS
Giuliana Carta, originaria di Domusnovas, ritorna in libreria con un nuovo caso per il detective Riccardo Conte e la psichiatra Stella Ferranti, La scomparsa di Carmen – Amicolibro Editore.
Giuliana, ancora una volta l’indagine si svilupperà in Sardegna. Esatto, ancora una volta nella mia Sardegna. Il motivo per cui scelgo sempre la mia terra come sfondo è che amo descrivere ciò che conosco. Se non avessi familiarità con i luoghi in cui si svolge la storia non mi sentirei corretta e leale nei confronti del lettore. Inoltre la Sardegna è sempre stata patria di scrittori bravissimi ma legati a determinati cliché, nelle cui opere i nomi sono caratteristici, il linguaggio dialettale e le vicende consacrate a tradizioni decennali.
Nei tuoi gialli Riccardo è sempre nel posto giusto al momento giusto. Ovviamente, essendo il protagonista! L’uomo sensibile, sveglio e costantemente alla ricerca della verità. Casualmente si trova sempre proprio dove è richiesto il suo intervento, un po’ come Poirot nei gialli di Agatha Christie. Scherzi a parte, è un modo per far si che la sua storia, sebbene marginale, si intrecci col cuore del romanzo, che è di volta in volta una vicenda diversa. Quindi da un lato vengono narrati i fatti nucleari del racconto, parallelamente avanza anche la vita di Riccardo, che nell’ultima storia si trova a Sardara in vacanza con Dora, sua futura moglie.
Sai caratterizzare molto bene le personalità dei protagonisti, pensi sia anche grazie alla tua professione? Mi sforzo di costruire bene i personaggi perché penso che essi siano la struttura portante del racconto. Una volta che vengono delineati, con la loro fisicità, la loro tempra, i punti di forza e di lati oscuri, la storia cammina da sé. Si erge a partire dalla presenza, in contemporanea, delle differenti personalità nello stesso luogo o in luoghi fra loro collegati. Sono certa che la mia professione è un’inesauribile fonte di spunti. Ogni giorno vengo infatti a contatto con persone, vicende e situazioni estremamente variegate; il gioco sta nell’attingere un po’ da qua e un po’ da là. Una volta nati, i personaggi camminano da soli, o almeno questa è la mia percezione.
Una storia che porta alla riflessione, perché Carmen potrebbe essere lo specchio di un disagio che si inserisce bene nella nostra realtà. Penso proprio di sì. Carmen è una persona sofferente, il cui esordio nella vita è stato drammatico. Nonostante il destino abbia voluto che fosse adottata da una famiglia facoltosa è sempre stata tormentata dai fantasmi del passato e nella prima giovinezza ha manifestato uno dei disturbi piu’ comuni ai giorni nostri, il disturbo bipolare. Nel romanzo emerge un aspetto molto importante nel mondo della psichiatria, che dall’esterno può sembrare irrilevante ma che non lo è affatto: le relazioni dei pazienti con i familiari e le difficoltà ed il disagio di questi ultimi. Io spero sempre che i miei romanzi siano utili per chi riesce a rispecchiarsi nelle vicende che racconto.
Giuliana, sarà Giallo per sempre? L’unica cosa che so è che non sono mai riuscita a scrivere un genere diverso. Il giallo è uno stile che sento appartenermi, anche se a volte penso che vorrei spostarmi un po’ piu’ in là. Scrivere magari qualcosa dai toni più forti: un noir ad esempio.
Chi vivrà vedrà!
Tantissimi auguri