
C’erano anche tanti rappresentanti sardi, insieme agli oltre 600 sindaci giunti da tutta Italia, per partecipare alla manifestazione “L’odio non ha futuro”, promossa il 10 dicembre – in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani – dal sindaco di Milano Giuseppe Sala insieme all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), alle Autonomie Locali Italiane (Ali) e all’Unione Province Italiane (Upi), per la memoria e contro l’odio e il razzismo e in solidarietà a tutte le vittime dell’indifferenza e della discriminazione razziale e politica, e in particolare alla senatrice a vita Liliana Segre, deportata e sopravvissuta ad Auschwitz (numero di matricola 75190) e attualmente, a 89 anni, sotto scorta dopo le tante e feroci minacce ricevute.
Insieme al presidente
dell’Anci Sardegna e sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana, erano presenti in
piazza, in fascia tricolore e senza simboli di partito, e per dire il NO
all’odio, al razzismo e all’indifferenza, oltre trenta sindaci e rappresentanti
comunali sardi, fra cui: Manuela Pintus di Arborea, Francesco Dui di Ardara,
Anna Paola Marongiu di Decimomannu, Daniela Falconi di Fonni, Paola Casula di
Guasila, Marcella Chirra di Lei, Andrea Soddu di Nuoro, Stefania Piras di
Oniferi, Franco Saba di Ottana, Giovanni Salis di Ploaghe, Carla Medau di Pula,
Gianbattista Ledda di Sennariolo, Gian Luigi Farris di Siniscola, Lucia Cirroni
di Uri, Elena Cornalis di Sennori, Gavina Tola di Thiesi, Giulia Carta di
Terralba, Anastasia Ladu e Davide Giordano di Ozieri.
Il corteo senza precedenti è partito da piazza Mercanti e si è chiuso a piazza
della Scala, passando per la prima volta e fra gli applausi all’interno della
Galleria, dove migliaia di persone si sono unite ai sindaci per accompagnare e
scortare idealmente la senatrice milanese al grido di “Liliana, Liliana, noi
siamo la scorta, indietro non si torna”.
“Io l’odio l’ho conosciuto, ho sentito le parole dell’odio, insultanti, che ti fanno sentire un rifiuto della società. Quando ho trovato la forza di raccontare guardavo e guardo gli occhi dei giovani che mi ascoltano e vedo in loro future candele della memoria. Stasera guardo negli occhi questi meravigliosi sindaci in fascia tricolore e non c’è indifferenza, ma c’è un’atmosfera di festa. Basta odio, parliamo d’amore, l’odio lasciamolo agli anonimi da tastiera. Cancelliamo tutti insieme le parole d’odio e indifferenza e abbracciamoci in una catena umana di empatia che ci faccia uomini e donne giusti, forti e liberi nelle loro scelte di vita”: queste le toccanti parole di Liliana Segre dal palco presente nella piazza, con a fianco il sindaco di Milano Beppe Sala, per l’unico intervento previsto, prima che tutta la piazza si fermasse per un minuto di silenzio e che il presidente dell’Anci Antonio Decaro consegnasse alla senatrice a vita una fascia tricolore.