“RIO DE JANEIRO, ARRIVO!”: OLIMPIADI 2016, LA GIOIA DELLA PALLAVOLISTA ALESSIA ORRO DI NARBOLIA

ph: Alessia Orro


di Fabio Fresu

Comincia a realizzarsi il sogno a cinque cerchi di Alessia Orro, con la partenza da Fiumicino verso Rio de Janeiro, nella nazionale italiana di pallavolo. Un viaggio che la palleggiatrice di Narbolia comincia a 18 anni appena compiuti, anche se la più giovane della comitiva è Paola Egonu, sua compagna anche nel Club Italia, che essendo nata il 18 dicembre del 1998 parteciperà alle Olimpiadi ancora da minorenne. «Ho saputo della mia convocazione definitiva il giorno del comunicato federale – dice lei, raggiunta al termine di una brevissima vacanza in Sardegna – per me è un sogno che si sta realizzando, ma ancora non ci credo, finché non salirò sull’aereo non sarò tranquilla».

Che emozioni sta provando? Felicità, ansia, paura… «Un’insieme di tutte. Ma arrivata a Rio dovrò mettere tutto da parte, perché non bisogna farsi prendere dall’emozione, ma mantenere la mente lucida».

Sarà la prima pallavolista sarda alle Olimpiadi. «Un bel traguardo, finalmente, ma in realtà non sento pressione per questo. Invece sento il sostegno di tutta la Sardegna e di tutta l’Italia, quindi sono abbastanza tranquilla. Perché so che alla fine, che vada bene o male, le persone a cui tengo ci sono sempre».

Dica la verità, ora che è rientrata in squadra una regista esperta come Eleonora Lo Bianco, si aspetta di giocare? «Non lo so, sarà una decisione che dovrà prendere il tecnico, e qualunque sia sarò d’accordo e la sosterrò. Ovviamente, pronta ad entrare se me lo chiederà».

Il cammino dell’Italia alle Olimpiadi si annuncia molto difficile fin dalla prima fase, lei cosa si aspetta? «Mi aspetto di giocare bene determinate partite e di portarle a casa. Per esempio, già nella prima contro la Serbia dovremo fare tutto il possibile per riuscire a vincere perché ci darebbe tanto vantaggio».

Non si può dire che Alessia Orro non abbia le idee chiare riguardo al suo futuro. Quattro anni, al suo primo anno nel Club Italia disse di voler arrivare in A1 ed in nazionale maggiore in tre anni, obiettivi realizzati nel 2015. Ad una nuova richiesta di quale fosse a quel punto il suo sogno nel cassetto confessò candidamente (e contro tutti i pronostici dell’epoca) le Olimpiadi di Rio de Janeiro, ed anche quello è un traguardo conquistato. Quindi ora la domanda è inevitabile.

Quale è il prossimo obiettivo? «Ora penso a vivere alla giornata – conclude Alessia Orro – visto che per ora come sogni realizzati sono a posto».

L’Italvolley femminile arriva in Brasile nei panni della outsider, dovendo affrontare un girone eliminatorio di ferro, che la oppone nell’ordine a Serbia, Cina, Olanda, Stati Uniti e Porto Rico. Arrivare fra le prime quattro per qualificarsi ai quarti di finale sarà già un’impresa, ma da questa squadra giovane e sbarazzina c’è da attendersi di tutto, nel bene o nel male.

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