“CONTRADDIZIONI DI UN UOMO”: IL TORMENTATO PERCORSO DI UN GIOVANE NELL’ULTIMO LIBRO DI CLAUDIO MOICA


di Massimo Carta

Il treno della vita di Andrea, pur percorrendo a grande velocità le distanze degli anni, ha vissuto due realtà: quella che dal treno guardava il lato destro (successo nel lavoro) e quella del lato sinistro (riguardante l’amore). Due facce delle medesima medaglia, nella quale lo spessore della vita ha avuto poco valore se Andrea è costantemente vissuto in contraddizioni, che ne hanno fatto un altalenante incedere di momenti esaltanti e virtuali manrovesci, nei quali la vita sentimentale ha finito per incidere e, talvolta, condizionare anche la vita lavorativa di questo tormentato giovane. E sì, perché Andrea, da giovane di belle speranze, ha finito per rimediare tutta una serie di adrenaliniche esperienze sentimentali, concluse in maniera poco edificante, ma soprattutto con profondo tormento. La storia di Andrea, egregiamente romanzata da Claudio Moica (Pettirosso Editore), è un pò la storia di centinaia di giovani in vena di riuscire a vivere momenti di emozione sentimentale, i quali finiscono per sentirsi alla fine, in momenti di riflessione interiore, pieni di contraddizioni e con nulla tra le mani. “Ognuno di noi, gli disse un giorno l’amico Antonio, ha un destino già scritto e se anche tu riuscissi ad eluderlo lui tornerebbe in altre forme per ricondurti alla strada già delineata. Non ti servirebbe sapere quando soffrirai, perché senza dolore non capiresti la gioia e una vita costellata di sola felicità non rende gli uomini sensibili, ma solo egoisti”. Il romanzo “Contraddizioni di un uomo” racchiude emozioni e delusioni, alterni momenti adrenalinici ed altrettanti di depressione. Neppure la conquista, giorno dopo giorno, di una invidiabile posizione imprenditoriale, fanno di Andrea l’uomo con la “U” maiuscola perché il tarlo dei ferimenti sentimentali riesce sempre, o quasi sempre, ad annebbiare il tram-tram di una vita che, vista da una privilegiata posizione di regia, può persino apparire invidiabile. Ma non completa e piena, almeno per Andrea. Eppure, dopo le prime tachicardie smosse nell’adolescenziale rapporto con Liliana, fuori dalla scuola, Andrea di strada ne ha fatta! “Liliana sapeva di libertà, di ribellione, di aria. Avevo bisogno di respirarla quella vita e lei sapeva indicarmi la strada per non morire soffocato”. Ci fu persino il dono di un anello, ma poi quel pegno fu reso all’umiliato Andrea che lo conservò negli anni, senza dargli tuttavia alcuna importanza. Quel distacco fu anche il momento in cui il protagonista di “Contraddizioni di un uomo” cominciò a metabolizzare la vita, le emozioni e le decisioni. Complice, ma forse inconscia causa determinante, fu Elisa, donna ancora giovane il cui marito imprenditore era morto qualche tempo addietro, lasciando la fabbrica di scarpe in mano alla “caparbia moglie” che con la vita aveva cercato di pareggiare i conti. E fu proprio con Elisa, in una notte d’estate e sulla spiaggia, che Andrea consumò la sua prima esperienza di uomo. Fu certamente una notte pirotecnica d’emozioni, ma tutto lì! Fu anche il momento che portò alla decisione di partire “verso la grande avventura che è la vita”. A Milano trovò impiego interinale e da lì iniziò la sua ascesa professionale in una cooperativa di cui divenne nel tempo il titolare. In quella metropoli Giovanna e Anna, donne di città e con differenti esperienze di vita, riuscirono a far breccia nel cuore di Andrea, sia pure con qualche sottofondo dell’esperienza vissuta con Elisa. D’altro canto “L’amore è qualcosa di più che un conquista, seppur difficile, non è solo il desiderio di unirsi carnalmente, ma è anche tenersi a distanza, ferirsi, perché solo così puoi conoscere a fondo chi hai di fronte”. Il romanzo che Claudio Moica si sviluppa gradatamente in un intrigo di sentimenti, ravvedimenti e riflessioni. Esso è gradevole perchè si lascia leggere d’un fiato, quasi come assaporare una caramella. E’ assai ben scritto con un italiano scorrevole e dosato, rifrange sentimenti profondi senza indulgere a scene di sfacciata sessualità. Forse ai lettori il finale del romanzo potrà sembrare con un retrogusto poco gradevole, quando Andrea, con qualche anno in più sulle spalle, fà ritorno al suo paese dove tutto è rimasto quasi immobile. Lì però rincontra Liliana che gli chiede conto dell’anello d’adolescenza. “Mi avvicinai, guardandola fisso negli occhi, le presi la mano, la accarezzai, la strinsi forte a me. Ci voltammo per chiudere con il passato e camminare verso la felicità”. Il seguito?

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