IL MUSICISTA DALL’ANIMO SENSIBILE: INTERVISTA A LUCA SPANU E LA RICERCA CONTINUA NEL MONDO DEL SUONO

ph: Luca Spanu


di Sara Mascia

La chitarra, il violino, il mandolino, l’ocarina, l’arpa celtica, le percussioni. Ancora, tubi di diversi materiali, bicchieri, elastici e corde, plastica di vario genere, strumenti vari autocostruiti. Se ne va in giro e nel frattempo registra tutto, i rumori del bar, il sottofondo sonoro del mare, il vento che fischia tra i rami..è appassionato di fotografia, anche questo è per lui un mezzo per esprimersi in teatro. Sto parlando di Luca Spanu, musicista dall’animo sensibile con una curiosità innata per tutto ciò che nel mondo produce un suono, ancora cerca, vuole sperimentare, e puntualmente riproduce in teatro, dove non solo suona tutti questi strumenti, ma canta e recita in modo molto versatile.

Luca, sei un artista a 360°, e non solo, suoni tantissimi strumenti e sperimenti il suono degli oggetti.. Si, ma il mio strumento principale è la chitarra, da quando avevo 11 anni e frequentavo le scuole medie. Dopo circa 5 anni ho iniziato a suonare il violino e vari altri strumenti, avevo voglia di provare suoni diversi, mi hanno incuriosito e poi nel teatro fungono anche da oggetti di scena. Il fatto di saper suonare strumenti diversi, ti dà qualcosa in più anche quando suoni il tuo strumento principale. Da circa due anni studio al conservatorio, ma sono sempre stato un autodidatta, a parte qualche corso che ho fatto, per esempio con il maestro Marco Meloni di San Gavino. Ho quindi sentito il bisogno di studiare in modo schematico e professionale, ora studio musica e canto corale al Conservatorio di Cagliari, col Maestro Enea Leone. E’ qualcosa di molto appagante, gli insegnanti sono molto bravi e la soddisfazione è grande. Di solito se fai prima la tecnica, la parte spontanea viene repressa, mentre al contrario si parte da una profonda esigenza personale. E’venuta fuori come necessità di scena lo studio del suono degli oggetti per creare il sottofondo realistico delle varie fasi di uno spettacolo. Porto sempre in giro con me un registratore per riprodurre i suoni che sento nei vari ambienti. Così è molto bello e divertente andare in scena, fare le prove sperimentando sempre, creando dei suoni sempre diversi e originali.

Che generi musicali hai provato e quali esperienze hai fatto nella tua carriera? Con diverse formazioni, nel primo periodo, ho cercato di esplorare musiche di diversa natura: dalla musica cosiddetta “colta”al rock, dal jazz a generi più sperimentali. A 16, 17 anni ho iniziato a seguire diversi laboratori di teatro e sono entrato a far parte della compagnia  Sine Nomine Theatrum, che ha gestito diverse stagioni e rassegne di musica e teatro nel Teatro Comunale di Serramanna. In quegli anni ho iniziato ad occuparmi di musiche per il teatro e ho avuto modo di fare alcune esperienze di recitazione. Ho studiato violino e mandolino da autodidatta e nel frattempo mi sono avvicinato con grande curiosità alla fotografia, che poi ho cercato di utilizzare come mezzo espressivo per vari progetti.

Attualmente a cosa stai lavorando? Al momento sto lavorando, come musicista-compositore-rumorista alla creazione di uno spettacolo di teatro d’ombre con il gruppo Cuccumèa, che con Elisa Meloni e Alessandro Valentini ho fondato tre anni fa. Con Cuccumèa ci stiamo occupando anche di altri progetti riguardanti riciclo, sostenibilità, artigianato, cercando nuovi modi di far incontrare questi mondi. Ad esempio creiamo agende e quaderni in carta riciclicata, molto rilassante e divertente, e si può fare in casa senza avere particolari strumenti, ci interessa esplorare i materiali, usare i colori e le terre colorate per colorare la carta che produciamo, abbiamo anche fatto un corso di bioarchitettura con produzione di mattoni in terra cruda. A livello teorico abbiamo le basi e abbiamo imparato a fare l’intonaco. Sto poi lavorando a diverse produzioni del Teatro Stabile della Sardegna, al Teatro Massimo tra cui: “Esodo” di Valentino Mannias (in cui mi occupo delle musiche e dei suoni) con cui lavoro felicemente da anni; “Giovanna detta anche Primavera” sempre di Valentino, in cui suono, canto e recito insieme al bravissimo Giaime Mannias; mi sto occupando degli ambienti sonori dello spettacolo “Nord-Nord-Ovest” del collettivo Meridiano Zero; sto lavorando poi in diversi altri progetti che però debutteranno tra qualche mese. Sempre al Teatro Massimo, grazie ai nuovi progetti di formazione, ho avuto l’occasione di seguire delle masterclass tenute da Spiro Scimone e da Francesco Sframeli, Davide Iodice, Motus( Enrico Casagrande, Daniela Niccolò) e Silvia Calderoni, Cesar Brie. Questi maestri ci hanno insegnato ed arricchito, passandoci delle cose importanti, non solo tecniche ma anche a livello umano. Il Teatro sta portando cose davvero interessanti sia come spettacoli che come sperimentazioni interne, poi sono stati provati anche diversi prezzi dei biglietti per vedere la risposta del pubblico, e in effetti c’è molto entusiasmo e partecipazione.

Cosa desideri realizzare in futuro? In questa fase della mia vita desidero esplorare le intersezioni tra le diverse arti. Mi piace cercare di fare incontrare diversi linguaggi artistici, perchè questo permette di crearne di nuovi, oltre che essere un’attività creativa molto stimolante, che mi porta ad essere sempre più curioso. La curiosità appunto e la ricerca della bellezza, sono due semplici cose che cerco di tenere sempre con me, in tasca. Potrebbero venirne fuori spettacoli, generi musicali, mostre, eventi, senz’altro qualcosa di nuovo, ho dei progetti molto chiari in mente, la mia curiosità e la voglia di sperimentare fanno nascere delle belle novità.

http://www.artskyintheroom.com/

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