NON SIAMO PIU’ TUTTI GRECI: QUANDO LA DEMAGOGIA SPICCIOLA PER VINCERE LE ELEZIONI SI SCONTRA INESORABILMENTE CON LA REALTA

Tsipras - Merkel


di Andrea Viola

In Grecia il 5 luglio scorso si è votato per un Referendum importante.

Si chiedeva ai cittadini se continuare ad accettare l’austerità imposta dall’Unione Europea o chiudere con tale rigore.

Il quesito era abbastanza chiaro: “ Dev’essere accettato il piano di accordo presentato da Commissione europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale nell’eurogruppo del 25 giugno 2015, composto da due parti che costituiscono la loro proposta?

Il primo documento è intitolato “Riforme per il completamento dell’attuale programma e oltre” e il secondo “Analisi preliminare per la sostenibilità del debito”

Vinse come sappiamo il No, ossia basta austerità e sacrifici per i cittadini.

Quindi niente nuove tasse, niente tagli alle pensioni, aumenti di Iva e via dicendo.

Su questo lo stesso Tsipras aveva vinto le elezioni e sollevato i soliti facili entusiasmi della sinistra estrema italiana, ma anche dei gruppi antieuro e quindi da Salvini a Meloni e, perché no, anche Berlusconi e la sua Forza Italia.

Senza dimenticare il Movimento 5Stelle.

E tutti a festeggiare direttamente in Grecia con super collegamenti televisivi.

Tutti Greci.

E via con accuse dirette a Renzi e al Pd.

Non si capisce il perché ma anche il referendum Greco, per i vari Civatiani e Salviniani, diceva che Renzi aveva perso e doveva dimettersi.

Passato neanche un giorno dall’esito del referendum, invece, a dimettersi è stato Yanis Varoufakis, il Ministro Greco delle Finanze.

L’uomo che più di tutti si era mostrato integralista contro l’austerità imposta dall’Europa.

E le motivazioni erano abbastanza chiare.

La sua posizione non permetteva di trattare con l’Europa.

Ma in questo contesto qualcosa non quadra.

Per quale motivo il Governo Greco e soprattutto il suo leader Tsipras vogliono ancora trattare con l’Europa?

A cosa è servito il referendum e il suo esito?

Perché le dimissioni del Ministro delle Finanze Greco sono state accettate senza batter ciglio?

Ora l’Unione Europa, come è normale che sia, impone le proprie regole.

E, può piacere o no, se vuoi far parte di un gruppo le regole le devi rispettare.

Soprattutto se hai dei debiti da saldare.

Vuoi soldi dall’Europa? Bene, devi pagare.

Non ci stai? Esci e non tratti più.

Al di la delle questioni politiche questo è il sistema generale.

Si può dire tutto e il contrario di tutto sulla situazione Europea e sui Trattati da rivedere e discutere, ma la crisi Greca è tutta da analizzare e decifrare.

Ma quello che più di tutti emerge è la faciloneria di certa politica.

Facilissimo fare i Greci con i soldi degli altri. Semplice dire usciamo dall’Euro e usciamo dall’Europa.

Poi succede quello che sta avvenendo in questi giorni in Grecia.

Una crisi più politica che economica.

Un Governo con maggioranza di sinistra estrema e gruppo antieuro che, nonostante la vittoria del referendum, non riesce a trovare una via d’uscita coerente con il risultato elettorale.

E vivono in queste ore la comprensibile imposizione dell’Eurogruppo.

La demagogia spicciola per vincere elezioni si scontra inesorabilmente con la realtà.

Ora il Governo Tsipras è ad un bivio, o meglio sull’orlo di un burrone.

Anni senza riforme e senza provvedimenti seri hanno portato debiti e danni.

L’Europa ha continuato a dare soldi e credito.

Ora i rubinetti si stanno per chiudere e tutto si può dire ma è la regola basilare dell’economia.

Ed è ormai evidente che Tsipras ha due sole scelte.

O si fa da parte e tratta definitivamente e ancora con l’Europa, o deve andare sino in fondo e fare quello che hanno chiesto i Greci.

O fuori o dentro.

Tutto il resto sono solo chiacchiere e demagogia.

E come per incanto tutti i Salvini, Grillini e innamorati di Tsipras sono andati in letargo.

Non siamo più tutti Greci.

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Un commento

  1. Una giusta analisi che deve far riflettere molti che hanno ascoltato ed ascoltano con tanta faciloneria certi personaggi populisti ……che si ergono a paladini per risolvere i problemi delle classi popolari ma che dopo essersi misurati con la vera realta’ abbandonano la nave alla deriva …..e pronti a firmar la resa.

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