dai Presidenti delle Federazioni
– Carlo Murgia (Belgio)
– Francesco Laconi (Francia)
– Gianni Manca (Germania)
– Serafina Mascia (Italia)
– Mario Agus (Olanda)
– Antonio Mura (Svizzera)
Preg. ma Dottoressa,
in data 1° Maggio 2014 Le abbiamo inviato una richiesta di incontro per conoscerci e esaminare insieme gli argomenti e le urgenze che nella nostra lettera portavamo alla Sua attenzione.
Ad oggi nessuna data d’incontro è stata fissata per un confronto-dialogo diretto. Sappiamo di non essere una priorità nel novero dei gravi problemi del mondo del lavoro che il Suo Assessorato deve affrontare – mondo del lavoro di cui anche noi emigrati, è bene però ricordarlo, siamo parte. Infatti la nostra rete è costruita grazie sicuramente agli interventi della Regione Autonoma della Sardegna, ma vive in virtù dell’impegno di migliaia di sardi emigrati nell’Italia continentale, in Europa e nel mondo, che hanno lasciato la Sardegna alla ricerca del lavoro che nell’isola non c’era (e, purtroppo, non c’è tuttora).
Anche noi emigrati viviamo, nei territori in cui operiamo, la generale crisi economica, e quindi occupazionale, e paghiamo le conseguenze della scarsità di risorse finanziarie che esiste sia in essi sia nei territori sardi dai quali proveniamo, ma cerchiamo caparbiamente prospettive e soluzioni per affrontare l’emergenza senza interrompere la vita sociale e le attività delle nostre reti.
Per questo ribadiamo la richiesta di un incontro che consenta di analizzare la situazione a 360 gradi e di individuare insieme le modalità per proseguire il nostro operato nonostante questa crisi. Sappiamo cosa noi possiamo dare. Desideriamo sapere quali sono le decisioni che questo Assessorato e la Regione Autonoma della Sardegna intendono assumere per il 2014 relativamente agli impegni stabiliti dalla legge regionale n. 7 del 1991.
Non possiamo accettare ulteriori rinvii di questo incontro chiarificatore e non possiamo condividere l’idea che il non essere il mondo dell’emigrazione tra le priorità dei piani finanziari condanni a uno stato di perenne incertezza l’azione di migliaia di sardi emigrati che compongono le nostre Federazioni e che dedicano intelligenza, entusiasmo, creatività per rappresentare al meglio e promuovere la Sardegna. Per loro chiediamo un confronto su piani, progetti e proposte reali sui quali basare l’attuale e il futuro lavoro nei Circoli delle nostre reti.
Certi della Sua disponibilità, in attesa di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti.
I sardi della diaspora non devono arrendersi all’ indifferenza ed irresponsabilità di politici che non avvertono il pericolo di perdere il contatto con il mondo dell’ emigrazione organizzata, unica e vera risorsa economica, sociale e culturale fuori e dentro i confini regionali.