MONT'E PRAMA, RESTAURO FINITO: L'ESERCITO DEI GIGANTI VERSO LE OLIMPIADI DI LONDRA 2012


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Meno eleganti dei bronzi di Riace ma più antichi e possenti, i Giganti di Mont’e Prama potrebbero mostrare i loro muscoli di calcare all’Olimpiade di Londra e all’Expo mondiale in Corea nel 2012. È arrivata la richiesta per avere un paio dei grandi guerrieri che giacevano sepolti vicino a Cabras. Idea che piace a tutti, dai ministeri alla Regione Sardegna. «Perché sono il nostro patrimonio identitario e un simbolo della civiltà del Mediterraneo», ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura Sergio Milia nell’inaugurare la mostra “La pietra e gli eroi” nel Centro di conservazione e restauro dei Beni culturali di Li Punti a Sassari. La notizia inquadra il valore delle restaurate sculture di Mont’e Prama. Con un lavoro certosino e intelligente di quasi sei anni i restauratori hanno ricomposto (anche se non completamente) venticinque figure che riproducono in grande formato (poco più di due metri) i guerrieri dei bronzetti nuragici e tredici modelli di nuraghe. Un puzzle tridimensionale fatto da quasi dieci tonnellate di pietra di età nuragica, da 5.178 frammenti (datazione probabile VIII secolo avanti Cristo) scoperti casualmente nel 1974 nelle campagne vicino a Cabras. Solo viaggiando tra la parata di 16 pugilatori (alcuni con lo scudo ricurvo e rettangolare sopra la testa), 5 arcieri e 4 guerrieri (scudo tondo) dislocati in un’ala del Centro di Li Punti si può però percepire l’alone di mistero che emanano i colossi del Sinis coi loro occhi magnetici rappresentati da due cerchi concentrici. E poco importa se a qualche scultura mancano un braccio, una gamba o la testa. Anche senza i video e i disegni è facile con la mente ricostituirli nella loro integrità, perché si stagliano eretti e fieri in una struttura nera predisposta da Giovanni Maciocco che fa quasi da spina dorsale (facendo risaltare il calcare chiaro) e ha consentito di utilizzare dei morsetti senza perforare la pietra. Sono stati chiamati con nomi sardi: Bainzeddu, Componidori, Balente e Antine. I Giganti di pietra saranno scannerizzati col laser per essere riprodotti in ologramma tridimensionale. Una copia maneggevole e facilmente trasportabile. «Abbiamo la tecnologia per farlo, grazie al CRS4, il Centro ricerche, sviluppo e studi superiori in Sardegna» ha spiegato Marco Minoja, soprintendente per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano. Le grandi statue rischiano di far passare in secondo piano i modelli di nuraghe monotorre e polilobato, che evidenziano come, oltre alle note torri tronco coniche, ne esistessero altre a torre, o addirittura con torre grande centrale e quattro più snelle ai lati, anch’esse con mensoloni e terrazzi, decorati con tratti verticali e qualche volta con triangoli. E sulla sommità, piccole cupole di forma conica. È allestita nell’ampio corridoio di raccordo tra il laboratorio di restauro e quella che – si spera- diverrà la Scuola d’alta specializzazione in restauro. Un percorso circolare ne consente la visione dall’alto. I visitatori possono utilizzare un i-pod che fornisce informazioni e foto. Sarà visitabile sino al 30 dicembre dal giovedì alla domenica prenotandosi al numero verde 800148776.

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