GIULIO ANGIONI, ANTROPOLOGO E SCRITTORE: UNA RICERCA CONTINUA PER VALORIZZARE LA SARDEGNA

Giulio Angioni

Nato a Guasila, Giulio Angioni è stato docente di Antropologia culturale all’Università degli Studi di Cagliari, allievo e collaboratore di Ernesto de Martino e di Alberto Mario Cirese, esponente della Scuola antropologica di Cagliari.

Si è formato anche in Germania come Stipendiat della Alexander von Humboldt-Stiftung, ha insegnato anche in Francia alla Università di Provenza (Aix) ed è fellow del St Antony’s College dell’Università di Oxford.

Dalle sue ricerche sul mondo contadino (da cui Angioni proviene e a cui ritorna da studioso) hanno origine i suoi studi di antropologia delle tecniche, con lavori di documentazione quali, tra l’altro, Rapporti di produzione e cultura subalterna. Contadini in Sardegna, 1974; Sa laurera. Il lavoro contadino in Sardegna, 1976; I pascoli erranti: antropologia del pastore in Sardegna, 1989.

Si è occupato di storia degli studi, in particolare di antropologia dell’età coloniale, nonché di questioni teoriche e di metodo della ricerca antropologica, promuovendo tra l’altro, con Tullio Seppilli e Pier Giorgio Solinas, il primo dottorato di ricerca in Italia in Metodologie della Ricerca etno-antropologica.

Ha trattato questioni dell’identità locale, regionale, nazionale, europea, globalizzata.

Tra i suoi scritti teorici, hanno rilievo i saggi Il sapere della mano: saggi di antropologia del lavoro (1986) e Fare, dire, sentire: l’identico e il diverso nelle culture (2011), dove Angioni, situando la varietà di forme della vita umana in una dimensione di massima ampiezza di tempo e di spazio, vuole cogliere il valore antropopoietico del fare, del dire e del pensare-sentire in quanto dimensioni interrelate (sebbene di solito separate e gerarchizzate) della ‘natura’ umana, intesa però come caratterizzata dalla cultura, cioè dalle capacità umane di apprendimento vario e indefinito.

Tra l’altro, Angioni si occupa criticamente di tenaci luoghi comuni occidentali, come la superiorità originaria del linguaggio rispetto alla tecnica e a tutto il resto di quanto considerato umano; la separatezza della dimensione estetica (o artistica) dal resto della vita, e altri retaggi del senso comune occidentale colto e popolare.

Alla produzione saggistica e in riviste specialistiche ha affiancato quella di pubblicista, collaborando a quotidiani e periodici. Ha fondato e diretto la rivista antropologica internazionale Europaea. Journal of the Europeanists-Journal des Européanistes.

Angioni è stato soprattutto uno scrittore. Nelle sue numerose opere di narrativa racconta spesso del cambiamento antropologico ancora in via di laborioso svolgimento in luoghi come la Sardegna.

Come narratore ha esordito nel 1978 con la raccolta di racconti A fogu aintru/A fuoco dentro. Dopo è una serie di romanzi, che spesso hanno al centro la mitica Fraus, l’universo letterario in cui si organizzano e si sviluppano vicende del suo raccontare o dove alcune opere rimandano come luogo di origine dei suoi personaggi. Tra i suoi romanzi Le fiamme di Toledo, Assandira, Doppio cielo, L’oro di Fraus.

Più recente è stata la sua produzione poetica (Tempus del 2008, Oremari del 2011 e Anninnora, raccolta postuma uscita nel 2017) in sardo e in italiano. L’antropologo è venuto a mancare nel 2017 all’età di 77 anni in seguito a una rapida malattia.

https://www.facebook.com/ainnantis

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4 commenti

  1. Claudia Giannotti

    Il mio adorato, impossibile dimenticarlo

  2. Lucia Pusceddu

    Riposa nel cimitero di Settimo San Pietro.. Un onore averlo avuto concittadino

  3. Maria Luisa Porcella Ciusa

    Diedi un bellissimo esame con lui all’università, antropologia culturale

  4. Renata Asquer

    Il suo libro “Le fiamme di Toledo, letto e ri- riletto, è un capolavoro!

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