UN MAESTRO PER LA COMUNITA’ – PREMIO UNESCO 1967: COSI’ ANTONIO PINNA TORNA IN LIBRERIA, RACCONTANDO FRANCESCO SALIS

Francesco Salis (1923-2007), insegnante elementare, fondatore e dirigente del Centro di cultura popolare per l’educazione permanente di Santu Lussurgiu. ora è raccontato nel libro di Antonio Pinna Francesco Salis Un maestro per la comunità Premio UNESCO 1967, appena pubblicato nelleEdizioni Iskra di Ghilarza. L’opera mette in evidenza la sua figura carismatica e innovatrice di animatore culturale e sociale.

Salis aveva respirato, nel suo paese, il clima di fiducia e di protagonismo a cui erano stimolati gli adolescenti che frequentavano la scuola e il Collegio salesiano. Appena due anni dopo il suo ingresso ruolo come maestro, nel 1950 incontra in un convegno cagliaritano il pedagogista Pierre Bovet, direttore a Ginevra dell’Istituto Superiore delle Scienze dell’Educazione J.-J. Rousseau che cita la sua esperienza come esempio di “scuola attiva”, e nello stesso anno conosce in un corso a Locarno Anna Lorenzetto, fondatrice dell’UNLA (Unione Nazionale Lotta contro l’Analfabetismo) nel 1947.

In stretto collegamento con questo ente, si è curato della coesione e della solidarietà nel suo paese. Importante la sua lotta contro la piaga dell’analfabetismo soprattutto nella prima metà degli anni ’50.  Il centro del Montiferru in quel periodo era anche afflitto dal dramma dell’emigrazione di massa. La lucida consapevolezza di questo ostacolo da affrontare sarà accompagnata da una nuova strategia: il sostegno alla cooperazione.

“Fu chiaro che non potevamo limitarci o limitare il nostro scopo all’alfabetizzazione o all’animazione culturale” scrive Salis nell’intervista al Corriere dell’UNESCO dell’aprile 1968.

Con questo nuovo impegno, a partire dal progetto OECE-Sardegna (1958-62), su mastru (conosciuto e ricordato ancora oggi in paese con questo appellativo dialettale), con l’aiuto dei suoi collaboratori ha stimolato lo sviluppo della comunità, partecipando alla creazione della prima società cooperativa di tessitrici in Sardegna e di altre coop. Il suo modello di educazione permanente ha attirato l’attenzione dell’UNLA con la destinazione di gran parte del Premio Feltrinelli (1959) per l’acquisto nel suo paese della casa nobiliare di donna Roffella (Raffaella) Massidda, attuale sede UNLA e del Museo della Tecnologia Contadina.

Il Centro lussurgese diventa un modello internazionale per i programmi sperimentali di educazione permanente di molti Paesi in via di sviluppo in Africa e America Latina. Fondamentale il convegno internazionale ad Oristano del dicembre 1966 in cui molti direttori ed esperti dell’’UNESCO hanno avuto modo di apprezzare l’attività di Salis. Lo stesso organismo gli attribuisce nell’aprile del 1967 a Parigi il Premio Internazionale dello Scià di Persia proprio per la sua lotta contro l’analfabetismo e per la sua promozione dello sviluppo locale. In occasione della manifestazione celebrativa della Giornata Mondiale dell’alfabetizzazione a Roma, nello stesso anno, il ministro della Pubblica Istruzione Luigi Gui lo cita per questo riconoscimento “per la sua azione intelligente e riuscita a favore degli adulti”.

Studioso della storia e della cultura locale, ha progettato e realizzato con i suoi collaboratori il Museo della Tecnologia Contadina che documenta gli strumenti di lavoro dei contadini, dei pastori e degli artigiani lussurgesi prima del crollo della società agropastorale. Dopo un’esposizione temporanea nel 1976 diventerà il primo museo etnografico nella nostra isola, riscuotendo l’ammirazione di molti docenti universitari, tra cui il prof. Giulio Angioni. Il museo, non solo una raccolta e un’esposizione etnografica, è un racconto della storia della comunità lussurgese attraverso gli oggetti. “Gli oggetti diventavano parlanti” attraverso la narrazione empatica del maestro Salis.

Il libro illustra la ricca e forte personalità de su mastru che durante tutta la sua multiforme attività, è stato un ponte, un tessitore “della fusione delle due culture”, quella orale e quella scritta, quella dei subalterni e quella dei dotti.  Della sua attività formativa hanno tratto beneficio più generazioni di cittadini, amministratori comunali, docenti, di Santu Lussurgiu e della Sardegna. Ad Oristano venerdì 20 ottobre alle 18 si svolgerà presso il Centro Servizi Culturali di via Carpaccio la presentazione del libro guidata dal suo direttore Marcello Marras e da Maria Arca dirigente del Centro UNLA di Santu Lussurgiu.

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Un commento

  1. Un maestro nel secondo dopoguerra in lotta contro l’analfabetismo. Poi guida nella cooperazione e dagli anni settanta al duemila mente e voce narrante del Museo della Tecnologia Contadina a Santu Lussurgiu nella Sardegna centro-occidentale.

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